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Operai edili stranieri imbrogliati per milioni di corone per la costruzione dell’enorme edificio del gigante farmaceutico Ferring a Kastrup – ora il sindacato 3F ha aiutato con un compenso utilizzando un fondo finora sconosciuto.

Ferring, Danimarca.
Linda Johansen

86 operai edili stranieri, sistematicamente sottopagati durante la costruzione della nuova sede del gruppo farmaceutico Ferring a Kastrup, hanno ricevuto un aiuto inaspettato.

Dopo un lungo percorso nel quale due società edili italiane sono scappate senza pagare gli operai, è intervenuto [circa] il Fondo del Mercato del Lavoro per Lavoratori Distaccati, abbreviato AFU, prestando soccorso agli operai edili ed erogando una somma di 7,9 milioni di corone.

Il fondo AFU è stato istituito nel 2016 come ancora di salvezza per cittadini europei imbrogliati da un datore di lavoro straniero mentre lavorano in Danimarca, ed è la prima volta che il fondo assegna dei soldi.

Il consulente stampa Christian Frederik Mortensen del fondo pensione pubblico danese, ATP, che amministra il fondo AFU, conferma le cifre e annuncia che l’ultimo dipendente riceverà i soldi che gli spettano entro il 20 agosto.

Le società italiane rifiutano di pagare

L’anno scorso, la rivista del sindacato 3F, Fagbladet 3F, ha rivelato come due società italiane sono state condannate a pagare una sanzione pecuniaria di 7,6 milioni di corone per dumping dei salari a 123 operai edili stranieri presso la prestigiosa costruzione della Ferring.

Le due società, Edilmaf e B.C.I. Service, hanno rifiutato di pagare la sanzione nonostante la condanna emessa dal giudice arbitrale nel mese di luglio dell’anno scorso, e quindi devono intervenire le aziende danesi, che versano regolarmente quote al fondo AFU.

“È una notizia bellissima che i nostri colleghi italiani prendano una parte dei soldi che gli sono stati sottratti e questo ci fa piacere. Ma, allo stesso tempo siamo molto delusi del fatto che ci sono soggetti che truffano e imbrogliano e poi scappano lasciando altri a pagare il conto”, dice Lars Brogaard, segretario sindacale presso l’ufficio di 3F a Kastrup.

Gli 86 operai edili che sono stati compensati erano iscritti e membri del sindacato 3F.

Sanzioni di milioni per sottopagamento

All’inizio del 2018, l’ufficio locale del sindacato fiutava per la prima volta gli imbrogli e i sottopagamenti degli operai della costruzione miliardaria della Ferring, e il sindacato ha perseguito la causa fino alla conclusione del processo nel sistema danese di diritto al lavoro.

Nel mese di giugno di quest’anno un episodio simile è riaccaduto: un’altra società edile italiana è stata condannata per aver ancora imbrogliato nove dipendenti per quasi un milione di corone.

Il gigante farmaceutico Ferring, di cui è titolare uno degli uomini più ricchi del mondo, lo svedese Frederik Paulsen, ha rifiutato fin dall’inizio di venire in soccorso agli operai sottopagati.

Il fondo risarcisce 50.000 corone a padre e figlio

Due degli operai edili imbrogliati sulla costruzione Ferring, ora compensati dal fondo AFU, sono Antonio Preiti e Francesco Preiti, padre e figlio provenienti da Varese nel nord d’Italia.

Quando sono arrivati a Copenaghen in gennaio 2018, ad entrambi sono stati promessi buoni salari ma presto hanno capito che erano promesse vuote, senza sostanza.

“Dopo un paio di mesi ho iniziato a capire che non ci avrebbero dato i soldi promessi. Avevamo sentito che operai guadagnano un buon salario in Danimarca, ma non abbiamo mai visto niente di paragonabile ad un buon salario. Siamo stati soltanto imbrogliati e sfruttati”, dice Antonio Preiti, 55 anni, alla Fagbladet 3F.

La conferma di quanto dicono Antonio Preiti e il figlio Francesco è stata ribadita dal giudice arbitrale danese: sono stati gravemente sottopagati dall’azienda italiana Edilmaf, che li aveva assunti.

Ad ognuno di loro è stato pagato oltre 50.000 corone dal fondo AFU dopo aver fatto intervenire l’ufficio locale del sindacato, 3F Kastrup, che per conto loro ha condotto la causa.

Lavoratori distaccati a rischio e in posizione vulnerabile

Secondo il ricercatore specializzato nel mercato del lavoro, professor Jens Arnholtz presso l’Università di Copenaghen, il fondo AFU costituisce l’equivalente del fondo garanzia dei dipendenti che garantisce il pagamento dei salari ai dipendenti se il datore di lavoro danese dovesse andare in fallimento. 

Il professor Jens Arnholtz dice: ”Ma i lavoratori distaccati stranieri non sono coperti dal fondo di garanzia danese ed in ogni caso è un gruppo molto vulnerabile. In tutta Europa accade che i lavoratori distaccati spesso finiscono in situazioni precarie dove per esempio rimangono senza soldi e senza abitazione perché sono partiti dal paese di origine in base a delle promesse non mantenute. A peggiorare la situazione è il fatto che non conoscono i loro diritti e non conoscono il paese in cui sono arrivati.”

La ricchissima Ferring: “Non abbiamo nessuna responsabilità”

Nell’ultimo esercizio del 2018, la Ferring danese presentava un fatturato di 1,4 miliardi di corone.

Alla Fagbladet 3F, la Ferring e la società di sviluppo Soundport, costituita per provvedere alla costruzione della nuova sede della società farmaceutica, hanno dichiarato di non avere nessuna responsabilità economica in relazione ai sottopagamenti presso il proprio cantiere.

Nel mese di luglio, il presidente del consiglio di amministrazione della società Soundport, Eric Korre Horten, ha dichiarato: ”Siamo disposti a rispondere ad eventuali domande riguardanti le condizioni in materia di diritto al lavoro, ma non possiamo assumerci nessuna responsabilità economica.”

Marianne Kock, direttrice amministrativa della Ferring in Danimarca, afferma che non è il compito della Ferring pagare il ”conto” per le aziende italiane.

”Siamo assolutamente contrari al dumping sociale, ma vogliamo che le cose avvengano nel modo corretto. Visto che si parla di un contratto tra le aziende italiane e i loro dipendenti, la responsabilità quindi è la loro”, ha dichiarato nel mese di agosto dello scorso anno.